19 Febbraio 2009
Questa è una lettera aperta del nostro redattore Giacomo Spartano ai nostri amici di HANDIAMO!. Una riflessione su un tema delicato attraverso la quale Giacomo cerca di capire, invece, se la morte di Eluana potrebbe diventare un monito di attenzione verso le persone disabili. Non solo per una legge ora indispensabile, ma anche per un attenzione concreta di uno Stato che deve scegliere se essere “VERAMENTE” uno Stato sociale o continuare a far finta di esserlo. Una politica che si porti verso una cultura del PERTUTTI e la relativa inclusione delle persone disabili (di Redazione).
Cari Amici, non so perché, ma da quando ieri ho saputo che Eluana non c’e più mi sento molto più solo e più triste di prima. Ci ho pensato e ripensato ieri, fino a notte tarda e ora provo a scrivervi il perché. La prima cosa che ho pensato in questi anni, guardando le foto di Eluana nei telegiornali, prima dell’incidente è che era proprio una bella ragazza. Con un sorriso splendido e due occhi che “parlavano” a chi li guardava. Facevo molta fatica, insomma ad immaginare quella ragazza così bella e sorridente delle foto, ora immobile in un letto d’ospedale, con gli occhi aperti ma “spenti”; alimentata da 17 anni solo da un sondino. Lo trovavo semplicemente ingiusto ed inconcepibile.
Quando poi osservavo, sempre nei Tg gli occhi del papà di Eluana ci vedevo subito il grande dolore di un padre che sa che la figlia ha ormai un destino già scritto e per cui lui non può far proprio nulla. Ma poi anche la rabbia di chi per anni crede in quello che dice ma non viene quasi mai ascoltato o anche solo “preso sul serio”. Immagino solo quanto questo possa essere frustrante (sempre e comunque), ma ancor più in un uomo già così “stanco” ed addolorato. Osservando queste vite da “lontano” - solo dalla tv - non riuscivo o meglio non volevo prendere posizione sulla vita di Eluana. E’ meglio farla vivere o lasciarla morire? Ha ragione il padre che chiede di lasciarla morire (per rispettare la volontà della figlia che sarebbe stata espressa prima dell’incidente) o gli altri che si oppongono ma non conoscono e non amano la “Persona” Eluana ma solo il suo “simbolo”?
Io fino a pochi giorni fa non sapevo e non volevo rispondere a queste domande che mi facevo. Aspettavo un po’ “vigliaccamente” che lo facessero altri al mio posto. Sapevo solo da sempre che chi soffre merita sempre e comunque rispetto. Quindi anche Eluana, suo padre e tanti come loro che vivono e soffrono in silenzio. Poi pochi giorni fa quando Eluana è stata trasferita da Lecco ad Udine qualcosa è cambiato nella mia mente. Insieme al “concetto”,espresso sopra che è sempre rimasto, (anche perché di rispetto per Eluana e suo padre in questi giorni se ne è visto veramente poco), si è aggiunto dentro di me sempre più insistente e prepotente un “sussulto”, una voce, un pensiero, di ribellione e smarrimento verso ciò che stava succedendo ad Eluana. Soprattutto pensando che in Italia ci sono tanti disabili gravi e tante altre persone nella sua situazione, (“Stato Vegetativo Permanente”). Il sussulto e il pensiero era tutto per loro e per le loro famiglie. Spesso sole o senza assistenza adeguata. Ho sperato e spero ancora insieme a voi che uno Stato Sociale e di Diritto, come il Nostro da domani si occupi anche di questo, insieme ad una legge sul “Fine Vita” si occupi concretamente ed economicamente anche di Loro e DELLE LORO FAMIGLIE, senza che prima, per forza ci sia una “Nuova Eluana che scuota le nostre “immobili “ Coscienze. Così finalmente Eluana Englaro forse potrà finalmente riposare in pace.
Di: Giacomo Spartano per Handiamo!
Pubblicato in Editoriali sulla disabilità e dintorni | 2 Commenti »
8 Febbraio 2009

Genève: gabbiani in fila...
Della serie foto curiose…
Anche a Ginevra, in Svizzera, ho ammirato l’ordine dei gabbiani. Ordine di specie animale o influenza del paese in cui si fermano a “soggiornare”?
Buona domenica a tutti
Joe
Pubblicato in Arte e comunicazione:) | 2 Commenti »
25 Gennaio 2009
Cari amici del Blog,
come sapete lunedì scorso Jerry Longo è stato il primo non vedente in Italia a entrare come concorrente in un reality show. L’intera vicenda ha suscitato molta curiosità e polemiche, anche tra le persone disabili, sulla presunta spettacolarizzazione del tema della disabilità ai fini di un gioco televisivo. Da altre parti, la cosa è stata vista, anche sul nostro portale, come una bella occasione di inclusione della persona disabile.
Voi che ne pensate? A quale punto di vista vi sentite più vicini?
Sono curioso di conoscere anche la vostra opinione, perché sono convinto da sempre che per sconfiggere il pregiudizio, sia sempre meglio parlare con chiarezza che restare in silenzio. E poi sarebbe l’ennesima concreta dimostrazione del fatto che la disabilità è davvero nelle nostre intenzioni una “parte del mondo” e non un “mondo a parte”.
Per sapere qualcosa in più su Gerry clicca all’indirizzo seguente:
http://televisionenotizie.blogspot.com/2009/01/grande-fratello-9-i-concorrenti-gerry.html
Giacomo Spartano
Pubblicato in Editoriali sulla disabilità e dintorni | 10 Commenti »
20 Gennaio 2009

E’ proprio il caso di dirlo. Fra un’ora, alle 18 in punto, si compirà un altro passo da gigante nella storia dell’uomo e un ulteriore passo di chiara inclusione sociale: l’America potrà unirsi nuovamente e diversamente nella figura di Barack Obama.
Il nostro blog non poteva non commentare un evento così importante. L’America, con questa elezione, in un momento storico molto difficile per tutto il mondo, ha compiuto una scelta piena di coraggio e democrazia. Per la prima volta un afroamericano salirà la scalinata del tempio classico di Washington e giurerà come il 44esimo Presidente degli Stati Uniti d’America.
Un evento importante perché determina una chiara svolta verso una società di eguali nella diversità.
Buon lavoro Mr president!
Joe
Pubblicato in Editoriali sulla disabilità e dintorni | Nessun Commento »
17 Gennaio 2009

Il richiamo al nobile motto dei moschettieri di Dumas, mi è venuto in mente proprio leggendo quanto accaduto ad Annarita Marino.
Giovane ventunenne, Annarita vive su una carrozzina che la accompagna ovunque. E proprio in uno dei suoi giri con le amiche, in occasione dei fatidici saldi, si è vista negare l’ingresso ad uno dei negozi appartenenti alla nota catena Oviesse.
Alberto Crippa, il direttore del punto di vendita, ha fatto uscire la giovane dal negozio poiché la sua carrozzina, una moto-carrozzina, avrebbe potuto intralciare gli altri clienti così come provocare danni a bambini e anziani.
Il direttore si è giustificato affermando che non voleva discriminare la giovane disabile che per lui “resta una cliente come un’altra (…) Purtroppo - ha affermato - mi sono trovato impreparato e nessuno è stato in grado di darmi una risposta. Ho cercato soltanto di evitare una situazione di pericolo. Il nostro negozio è frequentato anche da bambini e anziani e gli spazi sono molto ristretti.
Si parla tanto di sicurezza sul lavoro, poi quando cerchi di fare gli interessi di tutti, finisci sui giornali. Fosse stata una carrozzella, anche elettrica, potrei capire questo accanimento, ma in questo caso ci troviamo di fronte a un motorino”.
Ma andando oltre a quanto accaduto, oltre l’evidente errore di considerazione del direttore - non credo che una catena del genere non abbia fornito informazioni adeguate al responsabile della struttura in merito all’accoglienza dei cittadini-consumatori - resta un fatto molto importante che ha colpito la mia attenzione da un punto di vista sociologico, se non anche antropologico. Al momento dell’esclusione della ragazza dal negozio vi è stata – a quanto riportano i media e le persone interessate – una reazione collettiva di sgomento e disapprovazione nei confronti dell’azione intrapresa dal responsabile del negozio.
Tale rimostranza nei suoi confronti è stata mostrata in maniera visibile e concreta – immaginiamo quanto possa essere forte la comunicazione paraverbale in questi casi – con l’autoesclusione dal negozio dei clienti, che mostravano così la loro disapprovazione verso il direttore.
Nonostante tutto, ripeto, del torto e della ragione, resta una reazione che fa ben sperare sulla forza e la coesione che le ingiustizie, i soprusi, i comportamenti scorretti scatenano nell’umana società o in buona parte degli esser umani in casi come questo.
Come a dire: “Tutti per uno, uno per tutti!”.
Per leggere la notizia riportata dall’Ansa clicca sul link di seguito:
http://www.ansa.it/
Joe
Pubblicato in Editoriali sulla disabilità e dintorni | 3 Commenti »